Monday, February 25, 2013

Aragoste a Sanaa

Si possono mangiare ottime aragoste anche a sanaa...grazie ben!







Wednesday, February 20, 2013

Paura e delirio a sanaa

Giovedì scorso festa di carnevale.io dovrei assomigliare a jonny deep in paura e delirio a las vegas...l'altro è il mio
amico Nando,teoricamente un nuotatore...

Thursday, January 31, 2013

International qat conspiracy

yesterday after work,good qat chewing with colleagues and dear friend Nico.as you can see,he is much more experienced than me in making the qat ball...



Monday, January 28, 2013

Cena con pasta e fasoi

Grazie alla knorr ottima cena pasta e fagioli stasera!
Più una vista del mio misero mini bar...



Sunday, January 27, 2013

Amici

Nei weekend a sanaa non c'è molto da fare,ma a volte basta una chiacchiera con 2 ottimi amici prima di un faticoso - data altitudine - match di pallavolo.
Grazie Ben e Daniela!

Tuesday, January 01, 2013

Nuovo anno

Eccoci qui a scrivere dalla montagna con la nuova application blogger per iPhone.ci si è tecnologizzati insomma!
E allora mettiamo un po' di foto di questi giorni,passati a San candido - Innichen con Putto,Kim,Mara,Paolo.














Sunday, November 18, 2012

e si torna a scrivere

Se nei mesi tra Maggio a Luglio non si era scritto per la deprimente situazione lavorativa, e ad Agosto per la gozzoviglia di viaggi in giro per l'Italia e l'Europa, da Settembre diciamo che la pigrizia ha avuto il sopravvento, unita alla poca volontà di stare davanti al computer anche la sera o nel weekend, dopo averci passato dalle 6 alle 7 ore al giorno per lavoro...


Sunday, September 16, 2012

Domenica di calma

Ok, oggi siamo tutti un po' più tranquilli, inclusi gli yemeniti, che è la cosa che mi interessa di più!

spero presto di potere aggiornarvi meglio sul nuovo progetto, nuovi colleghi etc.

un saluto

Thursday, September 13, 2012

ritorno in yemen

si è tornati in yemen due settimane fa, dopo la non felice esperienza con INTERSOS, per lavorare con IRD, per la prima volta lavorando per una ONG non italiana.

Ci sono molti motivi per essere contenti, e veramente pochi per rimpiangere la scelta.

Ma visto gli insegnamenti passati, meglio affidare riflessioni più approfondite a conversazioni private.

Intanto un giovedì che doveva essere l'occasione per un party in piscina con un po' di colleghi e altra gente, si è tramutato in una due giorni di apprensione visti gli scontri che si stanno verificando davanti all'ambasciata americana, e forse anche dentro.

Ok, questo non è twitter o flickr, ma vediamo se nelle prossime ore ci saranno aggiornamenti.

Poi riprenderemo a scrivere di cose più tranquille mi auguro.


Wednesday, April 25, 2012

Tajate i cavei! (Tagliati i capelli)

La settimana scorsa abbiamo organizzato un training per parlare alla polizia, soprattutto penitenziaria, della convenzione del 1951 sui rifugiati (lo Yemen è l'unico paese della Penisola Arabica che l'ha ratificata).
L'incontro fondamentale per avere l'approvazione del governo, era con un vice ministro...ora non mi ricordo quale! Sicurezza? Interni forse, vebbè...
Insomma, un pezzo grosso.
La sera prima dell'incontro, il mio fido Abdullah, che è anche il Detention Monitoring Officer, ovvero la persona che va in giro per lo Yemen a cercare rifugiati o asylum seekers che sono stati incarcerati, mi chiede di parlarmi.
Perfetto, penso, sarà per capire cosa dobbiamo dire al viceministro.
Devo confessare che ero abbastanza teso.
Invece Abdullah mi ha chiesto semplicemente di...tagliarmi i capelli!
Insistendo anche, gentilmente, di portarmi da un barbiere suo amico.
Evidentemente il mio taglio un po'"selvaggio" era poco poliziesco!
Dopo 5 buoni minuti di contrattazione, siamo arrivati ad un compromesso: mi sarei messo un cappello.
E così è stato: mi sono fatto il mio incontro ufficiale con il mio cappello da baseball verde con scritto: Offroad Driver (memore di 4x4 africane) e il vice-ministro ha dato la sua approvazione!


Saturday, March 31, 2012

Pesce d'Aprile Yemenita

Entro in ufficio e dopo 3 minuti arriva il segretario (anche IT, altrimenti si offende) e mi comunica, trafelato, che è morto d'infarto l'ex presidente, 33 anni al potere, per cui l'anno scorso anche in Yemen c'è stata una primavera araba.

Il presidente si era poi dimesso a seguito di un attentato che l'aveva colpito e ora al potere c'è il suo vice.

Tutti in ufficio sono eccitati, straniti, non si capisce più niente.

Telefonate si rincorrono, chiamo il mio capo e gli chiedo cosa fare in caso di movimenti di piazza, qualcuno chiama perfino parenti al ministero della Sicurezza Nazionale!

Dopo 10 minuti ritorna Essam (l'IT) e mi dice: è un pesce d'aprile di un mio amico.

E se morisse anche un nostro ex primo ministro?

Tuesday, March 20, 2012

Ciao Valentina

Con una settimana di ritardo postiamo le foto dell'ultimo pranzo di Valentina, che ora si starà godendo sushi a Nairobi...
Sotto le foto del mio ufficio, con un po' dello staff locale.
E foto di quello che si vede fuori dal mio ufficio, in un giorno di sole.
Ora non molto, visto che c'è tempesta di sabbia in Arabia Saudita, e anche qui si fanno sentire gli effetti.




Tuesday, March 13, 2012

New drinking habits

Ieri sera sono stato fuori fino a tardi (le 22...) in città vecchia, accompagnando Valentina (la mia collega che sostituirò, che parte oggi)  per il suo sfrenato shopping tra negozi di argenti, monili e vestiti.
Grazie a Dio non sono una donna, non arriverei a fine mese.
La città vecchia è semplicemente mozzafiato, come dice Pasolini: Sana'a è una Venezia senza la Giudecca e San Marco.
Io ci aggiungo: la Vucciria di Palermo 100 anni fa.
Asini, bambini, benzina, cammelli, Qat masticato ovunque, coltelli e barbe...tutto ammassato, ma organizzato, polveroso ma con negozi lucidi, caotico ma scorrevole.
Mille contraddizioni e devi stare attento perchè la bellezza dell'architettura non ti faccia camminare a naso in su ed inciampare sul selciato .
Non ho ancora foto, spero di farne nel weekend.
La cosa più buffa è comunque il cambiamento delle mie abitudini mangerecce e soprattutto beverecce.
Con poco si mangia tanto e bene, ieri kebab speziato, verdurine fresche, pane e the, con 4 dollari in 3!
Il bere inizia però a diventare un problema.
Ovviamente non nel senso alcolico (la grappa portata da casa sta diminuendo poco alla volta, ma troppo velocemente se devo resistere fino a giugno), ma devo stare seriamente attento alle quantità di the che bevo.
Ieri sera me ne sono fatto fuori 4 in 2 ore, e ovviamente alle 2 di notte ero ancora con gli occhi a palla e non riuscivo a dormire.
Quindi al prossimo che mi offre del the, cercherò di rispondere: No thanks, you got a beer?

Thursday, March 08, 2012

Prime curiosità yemenite

1) Oggi è giovedì ed inizia il weekend.
2) Se senti degli spari in giro, non preoccuparti, è normale. Normale? Si, regolamento di conti, oppure qualche disputa. Andare in giro con un AK-47 è più o meno come uscire col borsello.
3) Le terza corsia di una autostrada a senso unico è usata dalle macchine che procedono in senso contrario.
4) Aver lavorato in Africa ha i suoi svantaggi. Tipo presentarsi in ufficio il primo giorno in camicia e pantaloni lunghi, e la tua collega ti dice: Ah, sei in camicia. Bene. Pensavo che ti saresti presentato in maglietta, sandali e braghette, d'altronde...hai vissuto in Africa!

Tuesday, March 06, 2012

Yemen giorno 1

Ragazzi,

sarà un brevissimo post, visto che vi scrivo dal letto della mia camera temporanea e sono le 1.30 di notte.

Sono arrivato, vivo. Anche le grappe e la soppressa e la coppa. Niente casini alla frontiera.

Ho attraversato Sana'a alle 3 di notte, immaginandomi sparatorie e bazooka dietro ogni angolo...niente di tutto questo. Mi è venuto a prendere il logista del progetto, gentilissimo, Mohamed...uno dei mille che conoscerò.

Oggi ho dormito mezza giornata, l'altra è passata cercando di capire dove cacchio ero, mangiando in un ottimo ristorante con pranzo offerto dalla mia collega Valentina, la ragazza che sostituirò.

Poi si è lavorato fino alle 18, poi the nella città vecchia. Bella questa cosa: andiamo a bere? E si va a bere un the in un localino che più scrauso non si può. Per intenderci il the era preparato in una pentola dello stile di quelle viste nei fumetti di Asterix e Obelix.

Poi a casa, cena con resti del pranzo e chiacchere con Valentina fino a tardissima ora.

Domani sarà un altro giorno, immagino ancora più bello di questo.

Sunday, March 04, 2012

Zambia campione d'Africa e si riparte


Ciao a tutti,

ormai sono troppi mesi che non scrivo e un aggiornamento (anche se veloce) è d'obbligo.

Tante cose sono successe in questi mesi:

- Ho lasciato lo Zambia e sono rientrato in Italia non prima di avere visitato con Samia, Rob e Kristin un pezzo di Sud Africa, Swaziland e Mozambico
- Una volta rientrati in Italia, ci siamo lasciati con Samia, decisione triste e non aggiungo altro.
- Ho mandato qualche CV e alla fine ripartirò con Intersos, una ONG di Roma che si occupa di emergenza, destinazione Yemen, Sana'a.
- Lo Zambia ha vinto la coppa d'Africa, nonostante non se lo aspettasse nessuno (vedere in allegato foto mia con maglietta della nazionale fatta a San Candido, a -20).

Così telegraficamente.

Nei prossimi giorni spero di scrivere di più sulle nuove impressioni dell'esperienza in Yemen.

Thursday, October 27, 2011

Aggiornamento nazionale zambiana

Il coach della nazionale, Dario Bonetti, è stato esonerato due giorni dopo la partita.

Pare per contrasti non meglio precisati con la Federazione.

Rumors zambiani parlano di corruzione e altre cose simili.

Decisione suicida comunque, con la squadra ben avviata e pronta per disputare una buona Coppa d'Africa.

Wednesday, October 12, 2011

Il mio weekend sportivo zambiano

Lo scorso weekend io, Samia, il mio amico Rob (ormai abituale compagno di scampagnate) e Kasonde, uno degli storici amici di Chikuni, siamo andati a vedere un match della nazionale zambiana di calcio valevole per le qualificazioni alla prossima Coppa d’Africa.
Il match in questione era Zambia-Libia.
Di seguito alcune specifiche.

LO STADIO

In Europa non sempre siamo abituati a vedere giocare le Nazionali in stadi enormi, anche di recente la nazionale italiana ha giocato a Pescara, e quella giovanile va spesso a Rieti.
Ma lo stadio di Chingola (410km a nord di Lusaka) dove siamo andati a vedere la partita è veramente piccolissimo. Potrebbe tranquillamente giocarci la squadra dell’USMA (Unione Sportiva Maria Ausiliatrice), la squadra del mio paese, che milita in terza categoria.
Gli zambiani hanno sparato 20,000 presenze….10-12 mila al massimo se stiamo larghi sono quelle che ho potuto costatare.
Lo Zambia credo che sia uno dei pochi paesi al mondo dove la nazionale non gioca MAI nella capitale, visto che Lusaka non ha uno stadio adeguato…mi incuriosisce il tipo di stadio che devono avere a Lusaka, 2000 posti? Diroccato? Campo di patate?
Il match Zambia-Libia doveva essere anche l’occasione di inaugurare il nuovo stadio da 40.000 posti a Ndola (310 km da Lusaka, prima di Chingola), ma ovviamente lo stadio non è stato finito in tempo…e non si sa quando verrà terminato!
In Europa i settori dello stadio sono divisi l’uno dall’altro, in Zambia più o meno. Nel senso che noi eravamo in qualcosa di simile ai Distinti e bastava chiedere gentilmente all’addetto di andare in bagno, e per andarci si passava per la curva.
I bagni sono 5. 5 di numero, 5 tazze per capirci. Quando ci sono andato ho notato una fila di maschi che pisciavano fuori, sul muretto. Quando ho messo il naso dentro, ho capito il perché della preferenza per l’aria aperta.
Le squadre non siedono sulle panchine, ma queste sono sostituite da delle sedie di plastica da giardino. Avete presente quelle classiche bianche, da riunione di condominio? Ecco quelle lì. E se piove? Non c’è copertura, quindi desumo che ci siano degli addetti che stiano dietro ai giocatori con un ombrello!
Per finire, il tabellone del risultato è manuale, anche se devo dire bello grande. Così grande che almeno 5-6 persone possono sedersi sopra e guardare la partita da un punto privilegiato.

I BIGLIETTI

I biglietti li abbiamo recuperati grazie a Kasonde. Secondo accordi tra lui e un rappresentante della FAZ (Football Association of Zambia), dovevamo avere 2 biglietti gratis e per altri 2 avremmo dovuto pagare 150,000K a biglietto (più o meno 22 euro).
E i biglietti dove si prendono?
Niente problemi, ci ha detto Kasonde, il tipo della FAZ ha anche un Guest House (sorta di ostello) a Ndola, possiamo recuperarli prima della partita. Già che ci siamo, ha aggiunto, è anche il posto dove poi dormiremo (tutto in famiglia aggiungo io).
La sveglia di sabato è suonata alle 5 del mattino, e siamo arrivati a Ndola alle 10. I biglietti che ci aspettavano erano 6, 5 gratis e 1 a pagamento. 2 in più quindi.
Come mai?
Kasonde chiama subito il tipo che inizia ad accampare scuse, e in soldoni dice a Kasonde: 4 biglietti gratis li tieni tu, gli altri due (1 gratis, 1 a pagamento, 120.000K) devi piazzarli fuori dallo stadio.
Io e Rob guardiamo Kasonde sbigottiti: ma che è, devi fare il bagarino (vabbè, non sapevo come si diceva bagarino in inglese, ma Kasonde ha capito comunque).
E Kasonde ci spiega il fatto: il tipo della FAZ si era “procurato” i biglietti gratis, li aveva dati a Kasonde sempre gratis, ma pretendeva che li pagassimo comunque! Corruzione verniciata da generosità insomma.
In più aveva anche fregato Kasonde, perché ora pretendeva che Kasonde vendesse gli altri 2 biglietti extra.
Come è finita? Che ad oggi non abbiamo ancora pagato i biglietti, e chissà se li pagheremo. Ah, Kasonde non è nemmeno riuscito a fare bagarinaggio…


IL PARCHEGGIO

Il parcheggio dello stadio, non esiste. Non c’è. Quindi ci sono solo due modi per parcheggiare:

1) Si parcheggia in una stradina vicino allo stadio e si chiede a qualcuno di guardare la macchina, pagando il corrispettivo di circa 1 euro. Lo stadio è circondato da gente che fa quello di lavoro. La differenza tra chi potrebbe rubarti la macchina e chi si offre per guardarla è minima. In effetti i secondi sono pagati più per non rigarti la macchina nel caso tu dovessi essere scortese e rifiutare il loro “aiuto”.
2) Ci si improvvisa VIPs e si va a parcheggiare di fronte ad una delle entrate. La differenza del parcheggio VIPs è che invece di pagare uno sconosciuto per fare da guardiano, c’è un gentile poliziotto che fa la guardia ad una serie di macchine di presunti VIPs. Il parcheggio VIPs ha anche due alberi per fare ombra.
Noi ovviamente abbiamo fatto gli splendidi, e siamo andati tra i VIPs. Quando siamo usciti c’era la macchina, tutte le ruote, ma del solerte poliziotto nessuna traccia.

I TIFOSI

I tifosi zambiani sono rumorosi, allegri, muniti spesso di Vuvuzela, le fastidiose trombe che assordavano gli stadi al Mondiale Sudafricano.
Prima della partita non si differenziano molto da altri tifosi in altre parti del mondo. Hanno il viso colorato, vestono con la bandiera nazionale etc.
La differenza è durante il match.
Gli uomini spesso arrivano già ubriachi, e fin qui nulla di strano. Quello che è buffo è che pretendono di portare dentro analcolici, ma sono solo bottiglie di altre bibite con dentro alcool. Uno dei trucchi più ovvi è quello di sostituire un intruglio al sapore di mele (apple max) con la birra, tanto hanno lo stesso colore.
Il fatto che pare non sia proibito portare alcool allo stadio. Quindi non mi spiego perché la gente non si porti semplicemente della birra…nelle bottiglie di birra!
L’altra cosa che colpisce, è la reazione ai goal sbagliati e alle decisioni dell’arbitro.
Per quanto riguarda i goal, nello specifico lo Zambia ha preso 2 pali e sbagliato altri 3-4 goal clamorosi. In Italia partirebbero insulti agli attaccanti, le maledizioni, che sfiga!, si ricorderebbero i bomber degli anni prima. In Zambia no. Le reazioni sono varie, ma in particolare le seguenti:
- noooo, poi grosse risate.
- si suonano le vuvuzela ancora più forte
- si corre su e giù dai gradini dello stadio ridendo

E sull’arbitro? Anche qui, dopo 3 secondi di urla, qualcuno fa una battuta e si scoppia a ridere. Tarallucci, Vino e risate insomma.

LE FORZE DELL’ORDINE

Il servizio d’ordine per la partita era stato rafforzato da 300 uomini delle forze speciali, ci aveva detto Kasonde. In fondo giocava la Libia. Beh, siamo entrati con zaini e cooler tipo picnic dove Kasonde aveva piazzatta dell’acqua (per noi) e della sprite e brandy (per lui…si lo so, anch’io quando mi ha detto che beveva sprite e brandy ho fatto una faccia schifata). Quindi perquisizioni e controlli assenti.
C’erano in effetti dei poliziotti che pattugliavano il campo. Ma se in Italia guardano verso i tifosi, in Zambia stanno appoggiati alla rete e si godono la partita.
Anche qui si insulta la polizia, con frasi del tipo: Ehi tu, perché sei qui? Noi abbiamo pagato di più (120,000K invece di 50,000K ndr). Va a controllare quelli nei settori dove si è pagato meno.
Oppure: Hey tu, perché ti stai avvicinando a quella donna? E’ già occupata!
La donna in questione era Samia, appoggiata alle reti, e il poliziotto si era fermato un attimo a “riposare” dall’altro lato della rete.
Insomma, dimenticate sputi, bestemmie, insulti volgari. Credo che al massimo si urli: poliziotto cornuto!

LA FORMA DEI GIOCATORI

Il coach della nazionale è (forse ancora) Dario Bonetti, ex giocatore di Roma, Milan e Juve degli anni ’80. Forse, perché pare sia stato licenziato lunedì. Ma non si sa ancora perché, visto che lo Zambia si è qualificato senza problemi.
Negli ultimi 2 giorni la Federazione ha detto che Bonetti ha perso il posto, lui sostiene che non ha ancora ricevuto una nota ufficiale.
Comunque, non è che la nazionale zambiana sia tra le top del mondo. Questo è dimostrato anche da alcuni giocatori, che si sono presentati in campo decisamente sovrappeso. Sembravano più degli attaccanti della nazionale cantanti, che di una squadra in lotta per qualificazioni africane.
In particolare il numero 9 è diventato un nostro idolo, perché era veramente ciccione.
Il più in forma sembrava il coach, che l’abbiano licenziato per quello?

Ah, mi sono dimenticato un particolare.

La partita è finita 0-0. Lo Zambia si è qualificato e anche la Libia. Alla fine i giocatori libici, allenati da uno staff senza stipendio da 6 mesi, si sono inginocchiati e pregavano, piangevano.
E’ stato bello vedere una squadra di un paese in guerra, raffazzonata qua e là, con le divise un po’ stinte, lottare e riuscire comunque a passare il turno.

Thursday, August 25, 2011

Mozambico












Con ritardo, alcune foto del viaggio di me, Mamma, Papà e Samia in Mozambico.

Tra salti in acqua, contrattazioni per conchiglie in chissà che idioma, freddo inaspettato, un paio di aragoste da ricordare e rimpiangere, ce la siamo cavata anche questa volta.

Un grazie e un bacio a Samia per il coraggio e la pazienza con le valigie!

Monday, June 20, 2011

Do you know a thing called Marijuvana?

Cari amici,

Tra tutte le cose pazze che mi sono successe in questi anni in Zambia, questa raccontatami dal mio guardiano notturno l’altra sera merita di essere almeno nelle top 5.

Andiamo con ordine.

Weekend scorso vado a Siavonga con Samia, la mia ragazza (so che qualcuno è rimasto indietro rispetto a questo, prometto di aggiornarvi presto!), ospite della mia collega Elisa.

Venerdì sera, verso le 22.30, mi scrive un messaggio il mio amico Rob di Mazabuka, dicendomi che era passato a farsi una partitina di biliardo a casa mia, ma il mio guardiano non c’era.
Era riuscito ad entrare comunque, visto che gli avevo lasciato le chiavi, ma Gabriel, il guardiano, non era al suo posto. Che vuol dire semplicemente, sotto la veranda di casa mia, dove passa le notti in (poco) vigile attesa.

“Strano”, penso. Gabriel è sempre stato molto puntuale, preciso.

Provo a chiamarlo. Niente. Telefono squilla ma lui non risponde. Riprovo un altro paio di volte, ma invano.

Domenica gli invio un sms: perché non eri al lavoro ieri? Nessuna risposta.

Passa il weekend. Lunedì gli chiedo di venire in ufficio al pomeriggio.
Arriva verso le 15. Tenuta da surfista: ciabatte, bermuda arancioni, canotta.
L’unica differenza con gli indomiti che si lanciano tra le onde è l’aria da cane bastonato.

Ci sediamo e lo rassicuro che non si sono problemi, voglio solo sapere dove era venerdì sera.
Prima prova ad abbozzare una scusa: era a chiaccherare con il vicino di casa. Dalle 22 a mezzanotte? Gli chiedo.
Allora mi guarda e pronuncia una semplice domanda:

Marco, do you know that thing called marivuana?
(Marco, conosci quella cosa chiamata marivuana – scritta come pronunciata da lui?)

Strabiglio gli occhi. In un nanosecondo devo capire la domanda, ma intanto rispondo. Beh si, ma perché?

Gabriel: Ho chiesto in giro a degli amici se avevano qualcosa per farmi stare sveglio la notte e un mio amico mi ha consigliato di...fumare della marivuana. L’ho fumata prima di venire al lavoro e all’inizio stavo bene, poi improvvisamente, non so perché, ho iniziato a sentirmi stanco e ho dormito fino all’1. Poi mi sono svegliato e non stavo bene.
…. (pausa)
Marco, penso che questa marivuana non serva per stare svegli.

E si ferma.

Prima pensiero: se è una balla, è meravigliosa.
Seconda pensiero: ma che cazzo di spacciatore ti vende dell’erba dicendo che come effetti ha quello di tenerti sveglio??!!

Allora ho chiesto a Gabriel di buttarla via e di chiedermi del the e del caffè la sera, se proprio deve stare sveglio.

God bless Zambia, once more!